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Se un giorno, per caso, la vita tornasse ad avere il valore che ha, forse non dovremmo più ascoltare certe notizie.

Magari potremmo evitare di cenare con la famiglia bloccandoci, quasi congelati, nel sentire che un intero aeroplano civile pieno di passeggeri ignari e diretti verso una meta vacanziera o di lavoro, è stato abbattuto: facendo andare letteralmente “in fumo” le vita incolpevoli di 297 persone, imbarcate in Olanda e…. mai arrivate alla loro prossima destinazione.

 

Se un giorno poi, così sempre caso, la vita tornasse ad avere il proprio valore reale si potrebbe fare a meno di continuare a sentire i fatti che ascolti più o meno da quando hai memoria. Che gli Israeliani e i Palestinesi proseguono a massacrarsi, capaci solo di erigere barricate gli uni verso gli altri; in un crescendo di barbarie simmetriche (4 ragazzi rapiti e trucidati freddamente, fatti ritrovare buttati chissà dove, bombardamenti che coinvolgono civili, tunnel scavati nel terreno come le talpe per colpire l’altro dentro casa propria…) che davvero fa pensare all’assurdo.

 

Assurdo come  l’idea che, nel nostro mondo ipercivilizzato, “per davvero” non si sia stati ancora capaci di trovare una soluzione a questa vicenda. Lasciando due popoli a contendersi un’unica terra e credendo poi che il resto del mondo possa ancora credere alla versione dei fatti secondo cui: il popolo eletto avrebbe diritto a stare li perché è la terra promessa ai loro padri da Dio e che gli arabi ne avrebbero altrettanto diritto perché nati e cresciuti in quei territori. Come se non ci fossero molti altri interessi dietro questa visione delle cose. Come se la stessa guerra, non fosse un interesse da tutelare per molti!

 

Ancora poi, se un giorno per caso la vita tornasse ad avere un valore più chiaro e concreto, non toccherebbe leggere e vedere video, relativi al trattamento ricevuto da persone disabili ospitate in una struttura che li dovrebbe accogliere ed accudire. Non toccherebbe fare i conti dentro di noi con il dubbio che quelle immagini possano non essere reali e, tanto meno, ci sentiremmo costretti in coscienza a combattere con il dubbio che sul serio i nostri occhi stiano vedendo ciò che la nostra mente pensa!

 

 

In tutto questo stravolgimento e disprezzo per il valore della vita però, a volte capita anche qualche miracolo. E così succede (magari non a tutti, ma nel mio lavoro si) di partecipare all’incontro di terapia con una coppia davvero in crisi, durante il quale i coniugi litigano animatamente per tutto il tempo: del tutto incuranti del feto di 4 mesi che la signora sta facendo crescere in sé (quindi “presente” all’incontro) e dell’altro figlio di un anno e mezzo che li aspetta a casa.

E poi capita, così quasi per caso, che solo riportando l’attenzione di quella moglie e quel marito su queste due creature, assisti al miracolo; vedendo che quel padre e quella madre, riescono a fermare il loro conflitto pensando ai figli. Riescono finalmente a fermarsi e a riflettere per la prima volta sul comportamento che stanno tenendo da più di un’ora lì e da molti mesi a casa. E infine ti succede (ma davvero a quel punto non sai più se si tratti del caso, di un miracolo, o di cosa!) che dopo una settimana dall’incontro, ricevi una telefonata e ascolti la loro voce al telefono dirti che, dal rientro a casa dopo quella seduta, in famiglia sembra essere tornata un po’ di pace; sembra essersi stabilita almeno un tregua tra di loro, utile proprio per tornare ad ascoltarsi.

Bene allora, dici a te stesso, se un giorno per caso la vita tornasse davvero ad interessarci, questo potrebbe essere sufficiente per ristabilire l’equilibrio nelle nostre esistenze. Permettendo così agli aerei di tornare semplicemente a volare, alla pace di impossessarsi di ogni zona del pianeta ed ai figli di crescere felici”.

Perché in fondo, a guidarci, sarebbe la forza della vita.

 

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