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MERAVIGLIOSOOOOO!! A distanza di quasi un anno (l’ultimo articolo scritto risaliva al febbraio 2013!!), sono riuscito a riappropriarmi del mio Blog!!!

Non riuscivo più ad entrare, avevo perso le credenziali e non riuscivo a districarmi tra le procedure per tornare in possesso di questo spazio.

Inizialmente mi ero raccontato che “non era importante”, poi però con il passare del tempo vi assicuro che la situazione ha iniziato a pesarmi.

La ciliegina sulla “frittata” poi (in questo caso torta non ci sta tanto bene), ce l’hanno messa alcuni tra i miei followers che, incontrandomi per strada, mi hanno fatto notare il tempo che passava. Anche lì, inizialmente incredulo, poi ho capito che in fondo per qualcuno, può essere piacevole quello che scrivo. 

Insomma, l’anno di assenza mi ha rinvigorito la voglia di esserci e di esprimermi. Per me, per qualcuno, per l’etere, non importa davvero. Esprimermi innanzitutto per il valore di farlo; per l’importanza di dire e di tirar fuori pensieri e sentimenti verso la vita e le sue esperienze.

Da un anno a questa parte a tal proposito, diverse cose sono passate sotto i miei occhi ed altrettante ho perso l’occasione di organizzare meglio con il mio scrivere. Si perché, come diceva Noam Chomsky, è il linguaggio che organizza il pensiero e non viceversa e questo, oltre a farci riflettere su quanto sia importante il nostro parlare, il nostro dire, il nostro confrontarci con chi ci è simile come con coloro che ci sono differenti, è un invito ad avere un’attenzione speciale alle nostre parole.

Nanni Moretti in un film (Palombella Rossa credo) diceva qualcosa tipo: “Chi parla male vive male, pensa male”, richiamando correttissimamente l’attenzione a selezionare in maniera adeguata le nostre parole. Quelle sono espressione dei nostri concetti e creano di conseguenza il nostro pensiero.

Se parlo spesso di “crisi”, vivrò attorno a me prevalentemente quello. Se parlo di crescita, di opportunità e d’interessi, questo invece riempirà la mia mente e “intralcerà” il mio cammino.

A questo proposito però, penso che la sensibilità generale vada un po’ elevata. Che debba essere un pochino accresciuta l’attenzione per la cultura in genere, che è alla base di un linguaggio e quindi di un pensiero “sano, funzionale, equilibrato, positivo” ecc. ecc. (aggiungete voi i vostri aggettivi preferiti) e mi viene un esempio.

La scorsa settimana sono stato promotore di una serata di raccolta fondi a scopo di beneficenza, durante la quale tre lettori di una Associazione Dantesca, si sono offerti e prestati per leggere brani dalla Divina Commedia e intrattenere il pubblico. Con forte rammarico però, ho dovuto constatare che molte delle persone contattate per partecipare alla serata, hanno mostrato una serena repulsione verso il tema. I commenti si alternavano tra il “noioso” e “l’antico”…. come se Dante non fosse stato il padre del nostro parlare quotidiano oltre che, un grande sceneggiatore visionario ante litteram.

Beh va bè, non fa niente. La sala era per i 2/3 piena e la beneficenza c’è stata. Io mi sono emozionato e quindi, recuperata anche la password per entrare in questo spazio di parola, torno a parlare sempre più convinto che in qualche modo, a qualcuno, per qualcosa e non solo a me, possa essere utile.

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