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Prendi un pomeriggio qualunque, con un po’ di tempo libero che ti consente di dedicarti alle cose della tua vita privata. Quelle “sciocchezze” che spesso non puoi seguire perché il tempo non ti basta. Dedicati quindi a queste cose e vagli dietro, così come vengono, senza programmare il tempo ma seguendole mentre emergono.

Ecco che, tra un giro in lavanderia e l’accompagnamento di tua figlia in palestra, potrebbe venir fuori tua moglie che si ricorda di dover andare dalla sarta: e quando ti ricapita! Sia perché non si trovano praticamente più i sarti artigiani, sia perché quando potrai tornare ad avere la possibilità di dedicare uno spazio a questo tipo di cosa!

Segui anche questo spunto quindi e… prosegui. Accetta di accompagnarla e mettiti in macchina sapendo bene che andrai a fare qualcosa che a te personalmente non interessa ma.. che lo fai per lei; lo fai per “l’altro” che ti vive accanto. Ma anche per te, per recuperare la dimensione di un tempo più umano.

Vai quindi, guida fino alla casa della provvidenziale stilista e arrivato, spingiti persino a credere alle parole di tua moglie: “Aspettami qui, tanto ci metto cinque minuti“!? Sai bene che è una bugia e dentro di te ripeti: “E quando ti credo!!”, ma ti rendi conto che è una di quelle frottole innocenti e automatiche. Sai che, se fosse vero, non si rinnoverebbe la magia dei pomeriggi che vivevi da bambino quando tua madre, non sapendo dove lasciarti, ti portava con sé dalla sarta e tu aspettavi lì, costretto dagli eventi, a papparti ore di chiacchiere futili; tra spolette di fili colorati e il rumore del pedale della macchina da cucire che scandiva il tempo.

Ora quindi sei solo in macchina e intorno a te è già buio. Il meteo non è sereno ma nebbioso e… piove, quindi sei circondato dall’atmosfera dell’autunno in arrivo. Il tuo primo istinto naturalmente è di accendere la radio e rilassarti con la musica. Magari prendi in mano anche l’I-Phone e vai su Facebook ma… facci caso, dopo un po’ ti accorgi che la noia non cala ma che s’insinua dentro di te la sottile sensazione che potresti fare di meglio.

Ecco allora il lampo! Spegni la radio, stacchi facebook e silenzi il telefono; chiudi gli occhi e… inizi a meditare. Tutt’intorno è scuro, la pioggia picchietta sull’abitacolo e il rumore dell’acqua ti trasporta… inizi ad andare! Puoi chiamare gli Angeli se vuoi, puoi chiedergli di assisterti nella tua esperienza; di portarti i loro messaggi o di accogliere le tue comunicazioni. Puoi mollare tutto, far scorrere i tuoi pensieri senza seguirli, come fossero “Palloncini che salgono in alto perché tu smetti di tenere la presa del filo” (immagine classica). Ti sorgono alla mente alcune immagini e tu puoi lasciarle andare perché, in quel qui ed ora, è già tutto presente; è già tutto sufficiente così com’è! Puoi anche permetterti di creare, indirizzando tu i tuoi pensieri sull’immagine della realtà che vorresti vivere: magari nel tuo lavoro, nella tua vita sentimentale, o con gli amici, ecc. Hai la facoltà di “permetterti il meglio” con la tua immaginazione: non costa nulla e ti conviene davvero perché, nel tuo intimo comprendi, che sono i tuoi pensieri a creare la tua realtà!

Vai allora, gustati il viaggio e vivilo appieno. Non perdere nemmeno un istante perché… per questa volta, tua moglie è stata quasi di parola e dopo solo qualche minuto sussulti sentendo aprire lo sportello dell’auto dentro cui t’eri dimenticato di essere seduto e lei è già lì; di nuovo accanto a te.

La guardi un po’ stralunato, lei ti fa un sorriso e felice, riprendi la strada.

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