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Le mie amiche, Marianne e Maria, sono una irlandese e l’altra messicana. Lavorano per un’organizzazione internazionale e viaggiano per il mondo da molti anni. Hanno abitato in diverse parti del pianeta dove, ogni volta, hanno messo su casa per gli anni che sarebbero rimaste in quel paese.

Di recente hanno deciso di investire i loro risparmi nell’acquisto di una loro casa; proprio di una casa che restasse loro per sempre al di là del lavoro, e nella quale potersi poi rifugiare quando finalmente smetteranno di lavorare. Sono venute in Italia quasi senza esitazione e qui, dopo aver girato varie regioni, hanno scelto le Marche come territorio degno del loro investimento: per l’ambiente, la bellezza dei panorami, la qualità della vita, le persone, l’alimentazione, ecc.

Nelle Marche, dopo varie escursioni da Pennabilli fino alla valle del Tronto, hanno scelto Santa Vittoria in Matenano per acquistare e ristrutturare una casa che ora è da sogno. Quando le sono andate a trovare a New York, parlando con loro nel salotto di quella loro casa “di lavoro” lì, mi hanno detto nel loro italiano: “Veniamo presto in le Marche, perché lì è casa mia”! Credo che ogni marchigiano possa sentirsi emozionato per questa dichiarazione d’amore verso la propria terra. Io lo sono stato.

Ieri sera poi ho capito ancora meglio perché qui “è casa mia”, così tanto anche per me. Dopo una bella cena con amici a base di tartufo (in questa fase dell’anno lo scorzone nero è più saporito del solito!!), ci siamo intrufolati (rigorosamente invitati altrimenti avremmo rischiato grosso), in una delle officine rionali del paese. Entrare in quel vecchio capannone di carrozziere è stata un’esperienza particolare: come entrare in una dimensione parallela. Verso la mezzanotte quel locale polveroso e intriso dei segni del lavoro sporco di anni, illuminato solo dal neon, era pieno di persone, tra cui molti giovani e giovanissimi, intenti a preparare il carro per la sfilata del paese del 12 agosto.

Gli adulti guidavano e i giovani seguivano le indicazioni. Tutti erano presi da qualcosa. Giravano birre, cocomeri e battute scherzose. Non c’era traccia di fatica o di stress. Nessuno sembrava costretto o annoiato da quel fare. Il carro era fantastico nella sua semplicissima accuratezza. Nessun particolare viene lasciato al caso e i rionanti, (trattandosi di tema agreste) dopo aver sistemato distese enormi di chicchi di grano a formare lo spaccato di una casa di campagna con mattoni, finestre, pietre sporgenti e quant’altro, ora si apprestavano ad iniziare la creazione degli arredi, sempre con la stessa tecnica. L’attività va avanti così da circa un mese e in genere si interrompe verso le 2 di mattina!!

Era incredibile vedere a quell’ora di notte, persone ancora così attive… per un ideale! Senza alcuna prospettiva di guadagno ma solo nel nome della contrada e dello stare insieme. Era davvero molto speciale osservare la cura che mettevano e che avevano messo fin lì nel creare la loro opera e di fronte a tanta semplice magnificenza, non ho potuto che ricordare le parole delle mie amiche: “Lì è casa mia”!

Cavolo mi sono detto, è proprio vero: qui è casa mia! Tra questa gente sono nato e sono felice di vivere. Con questi cuori batte anche il mio; con questo senso di gratuità e di dono, con questa attenzione al particolare e con questa passione per le cose semplici (rapporti inclusi), voglio che si nutra la mia anima e quella delle persone che amo.

E’ qui “casa mia“, non può essere diversamente. Dove mi sento a mio agio anche tra gente che vedo per la prima volta. Dove trovo luce nel sorriso delle persone, solo per aver attaccato con il vinavil chicchi di grano ad una tavola di legno. E’ qui casa mia e voglio che lo resti, ma soprattutto voglio che resti così questa mia casa: semplice, bella, spontanea e immediata. Capace ancora di sintonizzarsi rapidamente su qualcosa, per riunire le energie; capace di non salutarti magari, ma solo perché si da per scontato che tu ci sia. Ben venga allora il concetto di casa; perché casa è dove ti ritrovi, dove ricrei il tuo spazio interno partendo da ciò che puoi prendere all’esterno. Il grande Jovanotti dice: “Casa è dove posso stare in pace”.

Bene allora questa è casa e davvero, per me, qui è casa mia.

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