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Davvero spesso mi trovo ad ascoltare persone che si lamentano. E’ davvero frequente nella mia esperienza che, la gente riferisca di sé e della propria esistenza, in termini negativi, che svalutano la propria realtà.

Quante volte sarà capitato anche a te di ascoltare frasi del tipo: “Ciao come va?” “Abbastanza bene, grazie”. Se poi si prova ad approfondire la causa di quel “abbastanza”, si trova che: “No, in realtà non c’è niente di grave“. E allora? Allora perché siamo così ancorati a quell’abbastanza? Perché non orientiamo più spesso il nostro sguardo in direzione positiva e abbondante, piuttosto che “sufficiente“?

Credo sia una questione di abitudine, a volte di timore. Siamo portati a vedere prima quello che non abbiamo ancora, ciò che ancora ci manca. A volte abbiamo addirittura paura ad ammettere che quel che c’è è piacevole. Siamo spaventati dal poterlo perdere. E’ un po’ come se sentissimo che la qualità della nostra vita è appesa a un filo, che potrebbe cambiare da un momento all’altro e soprattutto, in modo indipendentemente dal nostro contributo o dalla nostra volontà!

Questo è il punto critico, l’aspetto paradossale della nostra impostazione mentale. La nostra visione della realtà, sembra limitata dalla credenza che: “Ci dovrebbe essere qualcos’altro per dire che sono felice” o dall’idea che: “Se dico d’essere felice poi, qualcuno o qualcosa (l’Universo, la sfortuna, Dio o mister X), smettono di mandarmi ciò di cui ho bisogno“.

Queste convinzioni sono l’esatto contrario di ciò che servirebbe per vivere la vita con serenità! Restare legati alla convinzione che qualcosa manca o che le cose potrebbero cambiare in peggio, è proprio ciò che non ci fa guardare con gioia alla nostra condizione; che non ci permette mai di goderci il panorama di questo viaggio. Siamo costantemente proiettati sul nostro futuro: o con avidità o con paura. Non guardiamo al nostro presente ed è proprio questa nostra impostazione, che non ce lo fa apprezzare!

Anche se abbiamo faticato un sacco per raggiungere qualcosa che ritenevamo importante e soddisfacente per noi, quando ce l’abbiamo la sua “normalità” non ci permette più di emozionarci e quindi… ne perdiamo il valore. Questo non significa che non possiamo desiderare un cambiamento ed un’evoluzione ancor più positiva ma: come pensiamo di farlo se non partiamo da una condizione di soddisfazione? E’l’energia della felicità e della gioia, è il potere della soddisfazione che innesca un meccanismo energicamente virtuoso; ed è questo che facilità i cambiamenti positivi. Quando ci sentiamo bene e non quando siamo depressi per la nostra realtà, riusciamo a cambiarla ottenendo cose ancora più piacevoli!

Ci hai mai fatto caso: quando sei scontento, sembra che la tua giornata non faccia che peggiorare mentre invece, quando parti con il piede giusto ed una buona dose di tolleranza; quando ti fai scivolare addosso i piccoli fastidi che t’inciampano e quando riesci a vedere negli altri le buone intenzioni al di là di ciò che fanno…. beh, proprio in quelle giornate sembra che la tua vita non possa che migliorare. Quindi: occhio e… orienta bene il tuo sguardo!!

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