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La commessa mi guarda un po’ strano quando le dico: “Lo userà prevalentemente lei” indicando mia figlia che, 12 anni e tutta la sua inesperienza negli acquisti, sta accanto a me nel negozio. Che ho detto di tanto strano del resto, in un negozio di telefonia dove c’è un continuo via vai di adulti che s’informano sull’ultimo modello di quadri band… sostenendo che gli serve per lavoro!!

Stavo valutando l’acquisto di un I-Pad, strumento della genialità Jobsiana, che dichiara la natura ultraterrena del genio fondatore della Apple. Solo un uomo in contatto con visioni futuristiche sovra-umane, può riuscire ad immaginare certe innovazioni tecnologiche! Trovo che la grandiosità di Steve Jobs, ne giustifichi la prematura partenza da questa dimensione; Dio infatti, ha bisogno solo dei migliori mentre a noi “comuni mortali” ci lascia vivere finché non apprendiamo abbastanza per tornare a casa.

Dopo scambi di documentazione e domande burocratiche eccessive (manco ci fossimo voluti impossessare della NASA), finalmente ci consegnano lo strumento. Bello, sottilissimo, bianco e…. potente! Mia figlia, frettolosamente per via dell’imbarazzo che prova nel negozio, lo rimette nella scatola e non accetta di fermarsi in un angolo a provarne le potenzialità. Usciamo quindi e ci ricongiungiamo alla madre per riprendere la strada di casa.

In mezz’ora di automobile, vedo subito il senso della spesa che ho fatto. Provo la soddisfazione che speravo e capisco che non ho speso soldi: ho fatto un buon investimento. Chiara si muove agilmente con le dita sullo schermo touch. Salta da YouTube all’App Store. Cambia lo sfondo, scatta foto del tragitto e visita I-Tunes per ascoltare le anteprime delle sue musiche preferite. Sono un babbo felice in quei momenti che reintegrano in un istante l’esborso appena subito dalla mia Carta di Credito. Penso al futuro di mia figlia e mi dico che, iniziando per gioco e così presto nella vita, sarà capace di gestire il “nuovo mondo” in cui dovrà vivere nel suo domani.

Da questo oggi, dipende molto del proprio successo personale: ne sono convinto. Ho già avuto modo di scrivere su questo blog, dell’importanza di sapere “trovare” le informazioni, piuttosto che di “conoscerle” già tutte. Questo oggi può fare la differenza e questo rimette in discussione l’idea della formazione personale, della professionalità, del modo in cui ci orientiamo per il futuro e in cui costruiamo il nostro futuro.

Il nostro mondo sarà sempre più governato, come è logico, dalle generazioni future alle quali noi dobbiamo trasmettere i “valori” più “sani” (categoria tanto affascinante quanto generica, su cui ci potremmo confrontare molto!!), ma anche gli strumenti più adeguati a muoversi nel nuovo mondo e le conoscenze adatte ad usarli.

Ecco quindi che, quando sento qualcuno criticare le nuove tecnologie o i nuovi mezzi di comunicazione, non posso che essere in disaccordo. Ecco perché quando sento persone che non riescono a ricollocarsi nel mondo del lavoro per via della monocompetenza di cui sono portatori, non posso che comprendere le loro difficoltà.

Il nostro mondo è in rapida evoluzione e gli strumenti che ci vengono proposti e che girano attorno a noi, ne sono sempre più l’espressione. Dobbiamo saper cogliere il significato di questi strumenti, come opportunità di crescita per noi e per il pianeta. Dobbiamo pensare e credere che il futuro, oramai arrivato, non è già più come prima e le molte opportunità che potemmo cogliere, passano solo dalla nostra competenza ed apertura verso migliori e nuovi canali operativi.

Son dell’idea che dobbiamo accettare la sfida, accettare di giocare con i nuovi giochi e smettere di prendere le cose solo sul serio. Giocando costruiamo il futuro e quindi investiamo su di noi.

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