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Con tutti i suoi ritmi che nemmeno un Cynar (contro la vita frenetica) riuscirebbe a guarire e con tutto il suo junk food (cibo spazzatura)… come si fa a non amare lo stile di vita di New York. Da turista, ma non troppo, l’ho girata in lungo e in largo (visto che è organizzata per Avenue e Steet) per quasi 10 giorni, vivendo in un appartamento di Manhattan alla 68° strada. Ho guardato i Newyorkesi, il loro modo di fare cui ho cercato di adeguarmi e per questo dico… come si fa a non amare tutto quello?

In una totale assenza di orari in cui può essere “più adeguato” fare qualsiasi cosa,  la città di presenta sempre nella sua veste migliore. Piena in ogni istante delle sue contraddizioni. Con persone che lavorano in numero superiore a quello cui siamo abituati qui, all’interno di qualsiasi esercizio o attività; guadagnando però non più dei due terzi del salario base di un lavoratore Italiano o europeo. Ecco perché l’onnipresente e fastidiosa abitudine al “tip”, alla mancia, che si lascia ovunque e che sapendo dei bassi stipendi, lasci  più volentieri ovunque. Anche se ti chiedi come mai, un paese grande così o così grande, non sia ancora riuscito a trovare un modo diverso per garantire uno stile di vita più rispettoso per tutte le persone che lo abitano.

E dire che in realtà, il rispetto per le persone è già molto grande. Lì puoi andare, se hai da lavorare e se puoi permetterti di mantenere le spese che sono necessarie per vivere secondo quelle regole (eventuali spese sanitarie incluse che lì si pagano). A New York puoi assaggiare più di 800 tipi di cucine diverse da ogni parte del mondo, tanto per fare un esempio utile a capire quante persone gli USA accolgano! Nonostante questa grande qualità e varietà culinaria però, i Newyorkesi non sono ancora riusciti a inserire nella loro vita l’idea di avere orari per i pasti. Si mangia ovunque, strada inclusa, e ad ogni ora, andando a fare ciò che c’è sempre da fare. Negli appartamenti le cucine sono minuscole, anche se molto accessoriste. Perché in realtà nessuno o quasi ha l’abitudine di preparare a casa il cibo da mangiare. Il cibo sembra un affare da risolvere rapidamente, quasi un impiccio da non avere. Bisogna nutrirsi ma… che questo non rubi troppo tempo!

L’obiettivo principale è fare, fare qualcosa. Tutti fanno e almeno a quanto sembra, sono impegnati a produrre, a creare: reddito, denaro, lavoro, possibilità. Sembra impossibile pensare che il Financial District, una sola porzione dell’isola di Manhattan di per sé già piccola (20 Km di lunghezza e circa 4 di larghezza), gestisca oltre i due terzi dell’intera ricchezza del pianeta! Si dice che “quando Wall Street starnutisce, in Europa le Borse prendono il raffreddore” e direi che in questi mesi, noi Italiani come i Greci e Spagnoli, ce ne stiamo accorgendo!

Come fai a non restare affascinato e a non amare quello scintillio di luci che ti invade letteralmente a Time Square; uguale nelle 24 ore, tanto da non far tramontare il sole. Altro che illuminazione da stadio: lì sei per strada, con le auto, le persone più diverse che puoi incontrare al mondo e le attività più stravaganti in corso. Il 21 marzo ero lì mentre per salutare il solstizio d’estate, hanno organizzato un evento yoga con centinaia di persone che praticavano il saluto al sole e molto altro. Le immagini che ho visto girare su Facebook però, vi assicuro, non rendono merito al grande casino cui ho assistito. Auto che circolavano, musiche diverse al massimo del volume, folle di passanti e di curiosi, cartelloni pubblicitari luminosi ovunque che strillavano il loro messaggio e…. al centro, questo manipolo folto di yogini!!! Mi chiedo davvero quali fossero le loro sensazioni corporee e spirituali (lo Yoga si pratica per questo, vero?). Gli esseri illuminati però sono davvero ovunque!!

E poi come fai a non amare la cameriera Italiana che trovi nel ristorante Marocchino  del Village. O Bobby, il cameriere nero che ti coccola saltellando da un tavolo all’altro durante il brunch a base di pancake tra la 62° e Lexington. Pronuncia frasi di una simpatia indimenticabile per confermare le scelte che fai e… davvero ti spedisce all’istante all’interno delle migliaia di film che ti sei guardato in TV e ti fa pensare: “Come non posso amare tutto questo?”

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