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Mamma mia che noia!

Mi alzo la mattina, alla solita ora, in una casa che conosco ormai a memoria: e come non potrei, visto che l’ho realizzata io come volevo. Faccio ogni mattina le solite cose: passeggiatina per le stanze, doccia, mi vesto, pipì del cane e colazione. Sempre a casa e non al bar dove almeno potrei incontrare qualcuno, scambiare due parole, vedere facce nuove. Mangio i soliti biscotti da un sacco di tempo, insieme a latte ed orzo. Intorno un silenzio quasi opprimente che mi avvolge. Se guardo fuori dalla finestra, vedo sempre il solito panorama, le solite montagne che svettano in lontananza. Immobili loro e immobile io!

Non posso far altro che pensare e progettare l’ennesima giornata che sta per iniziare. Solo la prossima di una lunga serie, uguale a tutte le altre! Le solite cose da fare, le solite persone che dovrò vedere, i momenti che si susseguiranno l’uno all’altro, sperando che passino al più presto e mi portino a sera.

Inizio nel medesimo modo da anni. Verso le 8.00 porto mia figlia a scuola. Andiamo in macchina e la lascio proprio lì davanti. Poi mi avvio al lavoro e la prima sosta me la concedo per il giornale: mi sembra di essere già stanco quando arrivo lì e vedo l’edicola quasi come un’oasi! Acquisto il mio solito giornale e poi mi guardo intorno e mi chiedo: “Ma dove vado a quest’ora?”. Evito di correre verso il lavoro e mi fermo da solo, in macchina, nel solito freddo parcheggio e mi leggo notizie deprimenti. 

Passati dieci minuti, non posso più rinviare: mi devo avviare al lavoro! Inizio a percorrere la stessa strada, quella stessa che faccio da anni e il più delle volte, incrocio proprio le stesse persone!! Mamma mia che noi, quanto è tutto ripetitivo. Inizio a lavorare e ricevo i saluti identici e formali di ogni mattina. Lo so che fanno finta di riconoscermi e mi salutano con falso rispetto e falsa attenzione: lo fanno solo perché qui ho un ruolo sulla carta. So già quello che mi aspetta e questo, a giorni, mi fa sentire proprio schiacciato dall’estrema normalità. So come trascorrerò le prossime ore e persino quando me ne andrò di nuovo, per rifare indietro la stessa strada e rientrare a casa mia. Nel posto che conosco, con le solite persone famigliari. Con tutto il carico delle mie abitudini.

Son ila vittima di me stesso. Sono la vittima della mia vita!!”


Buona riflessione e… arrivederci alla 3° puntata.

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