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Quando è stata l’ultima volta che ti sei fermato almeno 10  minuti in silenzio ad ascoltare i tuoi pensieri?

Si lo so quello cosa stai dicendo: “E chi ce li ha 10 minuti!”. Lo so che oggi il valore più prezioso, oltre all’informazione, è proprio il tempo e quindi… ci si pensa tre volte prima di “sprecare” ben 10 minuti ad “oziare”.

Allora, partiamo dal principio di fondo: che le idee sono importanti per progredire! Nuove idee servono ad andare avanti, a migliorarsi, a modificare la propria condizione. Dalle nuove idee possiamo partire per realizzare concretamente qualcosa di nuovo, ad ogni livello nella nostra vita. Avere una mente produttiva diventa fondamentale, visto che nessuno di noi resta uguale dall’inizio alla fine dell’esistenza. Le idee sono l’inizio di ciò che è necessario, ad adeguarci alle fasi del nostro esistere. Si parla quindi di CREATIVITA’!

Ma come funziona la creatività? Che cos’è la creatività? Dove risiede questa funzione e di quale cibo dobbiamo nutrire la mente per incrementare questa facoltà?

La creatività fa parte di noi, è una delle nostre abilità innate. Siamo perfettamente attrezzati per essere creativi solo che, crescendo, anziché migliorare questa nostra dote, spesso la perdiamo! Triste ma così. Le richieste del mondo intorno a noi, vanno più spesso nella direzione opposta: adattarsi, rispettare le regole, adeguarsi. Questi sembrano essere gli unici requisiti che il mondo si aspetta da noi e con i quali possiamo andare avanti, progredire e fare strada.

E ciò sarebbe vero se nella vita ci fosse sempre qualcuno a dirci qual’è la cosa migliore da fare per procedere. Se fossimo sempre guidati da qualcuno, fisicamente accanto a noi, pronto a darci le indicazioni migliori in ogni istante, la capacità di rispettare le regole si rivelerebbe di certo quella in assoluto vincente! Ma non è così che vanno le cose ed ognuno è chiamato sempre a fare le proprie scelte in totale autonomia, assumendosi la responsabilità di ciascuna decisione: nelle piccole e nelle grandi cose. Non ci possiamo esimere dal fare scelte, queste servono a tenerci al passo con il naturale flusso della vita.

Allora ecco che torna utilissima la facoltà di inventare nuove soluzioni, di essere creativi. L’abilità di strutturare e creare nuove pratiche, nuove strategie e nuovi metodi per poter compiere scelte utili a sé ed al proprio ambiente. Il nostro cervello è attrezzato a questo scopo con una parte, proprio tutta dedicata alla creatività. L’emisfero cerebrale destro è quello creativo, si basa sul pensiero olistico, prende in considerazione le emozioni e le sensazioni e ci aiuta a strutturare, anche istintivamente, nuove soluzioni. Se ci pensi, ti sarà capitato spesso di trovare la soluzione a qualcosa che credevi di non saper fare, in modo del tutto inatteso. Come se quell’abilità si fosse “creata” dentro di te. Come se quel saper fare, si fosse “coagulato” nella tua mente a partire da piccoli frammenti di informazioni di cui potevi disporre.

Bene è proprio qui una chiave importante della creatività. Il pensiero creativo, per sua natura “irrazionale”, si appoggia inevitabilmente sulle informazioni “razionali” che abbiamo e per così dire, le assembla diversamente. Creativamente appunto! Da ciò ne deriva che, per nutrire la creatività, dobbiamo fornire informazioni alla nostra mente e dato che non sappiamo in che modo l’emisfero destro comporrà il nuovo puzzle, sarà utile fornire gli input più vari e diversi possibile tra loro, magari anche molto distanti dalle conoscenze che già abbiamo e di cui siamo “specialisti”. Perché solo così la parte meno consapevole e più creativa della mente, potrà “creare” la sua soluzione innovativa per noi.

E che cosa ha a che fare tutto questo con il SILENZIO e l’ASCOLTO? Semplice: se vogliamo accorgerci di ciò che il nostro emisfero destro produce costantemente per noi, non possiamo cercare di estrarlo sotto forma ci “conoscenza”, come faremmo con le nozioni che immagazziniamo nella parte sinistra (razionale) del cervello, magari studiando. Dobbiamo invece permettere alle nuove idee di emergere, di venire in superficie e rendersi manifeste. Dobbiamo dare spazio a queste nuove capacità, perché possiamo accorgerci della loro presenza ed utilizzarle. Quale strumento migliore del silenzio allora? Quale condizione meglio della meditazione, può aiutarci a creare questo spazio, nel bailamme quotidiano che ci circonda, dove la riflessione sembra un lusso che non possiamo più permetterci?

Meditare è facile, più di quanto pensiamo. Il silenzio a volte ci spaventa ma basta sedersi in luogo tranquillo ed in posizione comoda. Bastano anche pochi minuti alla volta ma, già così, potremo accorgerci di quanti nuovi pensieri girano nella nostra mente.

Provare per credere e mettersi alla prova per cambiare. Ciao

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