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Sono appena di ritorno dalla veglia Pasquale. Abbandonarmi all’ascolto delle letture, mi ha prodotto l’effetto mantra: che mi consente di tenere attivo sia l’emisfero sinistro (razionale, analitico, cognitivo) che quello destro (olistico, creativo, emotivo).

Piacevole situazione quindi, dalla quale scaturiscono alla soglia delle coscienza, consapevolezze inattese che non sai bene da dove arrivino, ma che a un certo punto afferri e senti concrete. Da questo stato quindi, le indicazioni che seguono, utili a raggiungere lo scopo di risorgere: lavar via le calcaree incrostazioni razional/emotive, per rinfrescare il nostro sguardo alla vita, ai rapporti, a ciò che ci accade e compone la nostra esistenza.

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1°FARE SILENZIO – Questa è un’attività oramai spesso dimenticata, così come siamo circondati da informazioni d’ogni tipo: musiche, parole e comunicazioni varie. Dalla televisione alla radio, c’è sempre qualcosa che fa da sottofondo al nostro vivere, togliendoci la possibilità di… ascoltare noi stessi. Fare silenzio invece contribuisce ed anzi direi, costringe, all’ascolto di sé. Meglio poi se il silenzio viene fatto in un luogo isolato, dove si può stare anche un po’ da soli. Si potrebbe scoprire di avere la risposta ad alcune nostre domande personali, o di aver più chiarezza del previsto in merito a molte cose. Se lo ascoltiamo, il silenzio ha sempre qualcosa da urlare!

2°ASCOLTARE – E’ un po’ come il silenzio. Siamo così impegnati nel comunicare (detto da uno che scrive un blog poi…), che trascuriamo il tempo e l’attenzione da dedicare al puro e “semplice” ascolto. Da ogni dove può arrivare il messaggio. L’Universo ci parla, il vento ci sussurra ma (da una prospettiva meno poetica come la mia), direi che ogni persona può avere qualcosa da dirci; ogni scritto può portarci un messaggio utile. Ascoltando, magari nel silenzio, possiamo notare le risonanze che i messaggi producono dentro di noi: cosa mi accade in questo momento di fronte a queste parole? Perché questo brivido improvviso mentre sento fare questo discorso, o mentre ascolto per l’ennesima volta una cosa che già ho sentito ed ho letto in tante altre occasioni?

3° AGIRE – Il silenzio può comunicare ciò che abbiamo dentro; l’ascolto può metterci in contatto con nuovi e utili messaggi ma, a nulla servono questi passaggi se noi non passiamo poi all’azione. La questione diventa quindi: cosa faccio di ciò che apprendo e comprendo? Come utilizzo ciò con cui entro in contatto? Se mi limito a far scorrere tutto su di me e non accetto di permettergli di modificarmi, sarebbe come se facessi sempre la doccia senza il sapone: bagnerei la mia pelle ma non ne intaccherei lo strato superficiale che mantiene le scorie che ho accumulato.

Se invece mi mescolo con ciò che arriva su di me (da dentro e da fuori), mi ci impasto e mi ci faccio, almeno un po’, nuovo… allora posso cambiare! Posso recuperare alcune delle mie originali e originarie abilità, capacità e potenzialità che la vita mi ho portato a trascurare o nascondere per convenienza. Posso fare cose nuove e solo così posso rinnovare la mia vita.

Magari posso risorgere in questo modo, e trovare nel mondo ciò che cerco; per la mia salute, le mie relazioni, il mio lavoro.

Buona Pasqua quindi e che sia di resurrezione!

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